Mortal Kombat 2014 – 22 Marzo @ Amigdala (Trezzo)

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Il soundclash è una competizione musicale con una lunghissima e ricchissima storia. Nasce infatti in Jamaica negli anni ’50, quando Tom the Great Sebastian sfidava i principali competitor dell’epoca come Count Nick e Duke Reid. La sfida consisteva principalmente in un confronto tra sound system, ovvero impianti musicali, a suon di canzoni esclusive e vinili provenienti dal mercato musicale americano (principalmente rhythm and blues). Il vincitore veniva decretato dall’acclamazione del pubblico.

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Don’t Cut Off Your Dreadlocks

La cosiddetta capigliatura rasta, comunemente ed erroneamente nota con il solo nome di rasta, si sta diffondendo da anni anche in Occidente fino a diventare quella che possiamo ormai riconoscere come una moda.

Nell’immaginario collettivo i concetti solitamente legati a questo tipo di acconciatura sono pochi e confusi, troppo spesso anche tra chi se ne fa portatore. Questi sono riassumibili in tre parole chiave: Rasta – Bob Marley – Marijuana.

Non sbagliato, ma sicuramente non corretto.Allora cosa sono, cosa rappresentano realmente queste ciocche ribelli?

Prima di tutto è necessaria una puntualizzazione. Descrivere con la parola rasta la capigliatura è impreciso: essa indica in realtà un fedele della religione rastafariana, a cui tuttavia questo tipo di acconciatura è strettamente legato. La parola corretta da usare è quella inglese di dreadlocks, da dread (terribile) e lock (ciocca). Ma cosa hanno di così terribile le famose treccine?

La loro genesi dura e sanguinosa, sicuramente.
E’ il 1952 in Kenya, Stato africano colonizzato ma non piegato in cui gli Inglesi tentano di affermare con la forza la propria supremazia. Le rappresaglie e le esecuzioni sommarie, oltre che l’incarcerazione nei 150 campi di concentramento noti con il nome di Pipeline, mietono migliaia di vittime.

In questo momento di repressione i Mau Mau, ribelli kenyoti del popolo dei Gikuyu, organizzatisi nel Kenya Land and Freedom Army si ritirano nelle foreste dei monti Aberdare per organizzare la resistenza. Qui giurano di non tagliarsi più i capelli finché i bianchi usurpatori non saranno cacciati dalle loro terre. Cominciano quindi a raccoglierli in trecce secondo un’acconciatura tradizionale in diverse parti dell’Africa: nascono così i dreadlocks, gli intrichi del terrore simbolo di lotta all’oppressore.

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La foto accanto ritrae il più famoso leader dei guerriglieri Mau Mau, Dedan Kimathi. Quando egli venne a sapere che gli Inglesi non avevano un suo identikit fece avere loro questa istantanea scattata nella foresta: sorriso di scherno e corti dreadlocks ritti attorno alla testa; erano i primi mesi di guerriglia. Nel ’56 fu catturato e in seguito giustiziato.
Oggi nel centro di Nairobi sorge una statua che lo rappresenta: fucile e pugnale in mano, lunghi dreads sciolti, perenne e indomita sfida all’imperialismo bianco.

Queste storie di resistenza africana colpirono al cuore gli adepti di un culto che da una ventina d’anni si stava diffondendo in Jamaica e tra le comunità afroamericane dei Caraibi: il Rastafarianesimo, sincretismo tra le grandi religioni monoteiste e culti locali africani. Nato e diffuso tra gli schiavi in cerca di punti di riferimento e delle radici da cui erano stati strappati, questa religione ha in Jah il proprio dio, in Hailé Selassié-I (l’imperatore d’Etiopia che aveva combattuto contro l’imperialismo dell’Italia fascista) la sua incarnazione e nel ritorno in Africa il suo messaggio.

Le similitudini tra la lotta kenyota ed etiope contro Babylon, cioè l’Occidente bianco e invasore, e quelle che ogni giorno gli Afroamericani nei Caraibi dovevano affrontare contro i soprusi di una società razzista e ancora strettamente legata a impostazioni di tipo schiavistico, facilitarono la connotazione ideologica dei dreadlocks come simbolo comune di resistenza.

Nelle comunità Rasta fu immediata anche l’assimilazione tra la fiera capigliatura africana e la criniera del Leone di Giuda, emblema di Hailé Selassié I… “rastaman a lion”.

A partire dalla fine degli anni ’60 la musica reggae si fece portatrice dei messaggi sociali-culturali-ideologici e religiosi del Rastafarianesimo e di tutte le popolazioni afroamericane oppresse che vedevano nel ritorno alla dignità e a Zion (la madrepatria Africa) l’obiettivo ultimo. I dreadlocks divennero immediatamente segni identificativi caratteristici di questi musicisti che portavano vibrazioni in levare dalla Jamaica, all’Inghilterra, ai palchi di tutto il mondo. Essi infine nell’immaginario comune si legarono saldamente alla figura più rappresentativa del reggae: Bob Marley, che se ne fece ambasciatore nel mondo.

Come spesso accade i personaggi molto carismatici e influenti tendono con il loro magnetismo a catalizzare le attenzioni e a lasciare una traccia talmente vivida da modificare in parte quella che è, in questo caso, la concezione del reggae, dei dreadlocks e (perché no?) della marijuana da qui in poi.

In quest’epoca di facili mode, di capitalismo dilagante, di falsi idoli e di tutto ciò che la parola Babylon può oggi rappresentare per noi, resta quindi importante ricordarsi della vera storia dei dreadlocks, le terribili ciocche che attraverso decenni di resistenza e lotte portano fino a noi il loro fiero messaggio di libertà.

Dario TitanBoa

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Bless The Ladies @ Edoné – 14 Marzo

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Si avvicina la Festa della Donna e come ogni 8 Marzo ci si ritrova a festeggiare e ricordare le difficoltà che le donne nel corso della storia hanno superato, ottenendo il diritto al voto, acquisendo competenze e credibilità nell’ambito lavorativo, proseguendo la lotta per l’emancipazione, contro lo sfruttamento ed la violenza.

BergamoReggae, che è da sempre un’Associazione attenta alle tematiche sociali, da diversi anni organizza una serata dedicata alle donne nella quale esprime sin dal titolo, Bless The Ladies, l’importanza ed il rispetto che riserva ad esse.

Aiutandosi con la musica e la voce delle artiste del mondo reggae, a partire da Marcia Griffiths, Rita Marley, Dawn Penn, che con ironia e passionalità incitavano le loro contemporanee a ribellarsi all’oppressione giamaicana, passando per Tanya Stephens, autrice di testi arrabbiati che riflettono la difficile situazione di molte donne, nella vita privata e nella condizione lavorativa, fino ad arrivare alle figure più recenti di Mama Marjas, Cecile, Macka Diamond, Lady Saw.

BergamoReggae vuole ricordare al proprio pubblico come ancora oggi il desiderio delle donne di lottare per le pari opportunità sia forte e quanto sia difficile per loro emergere all’interno di una realtà tuttora prettamente maschilista.

L’intera serata si svolgerà all’Edonè di Bergamo, in via Gemelli, e vedrà esibirsi alcune delle figure femminili della città che collaborano con BergamoReggae: a suonare ci saranno Laura, Presidente dell’Associazione, e Federica, arrivata da Roma qualche mese fa con la voglia di proseguire il proprio percorso musicale.

L’atmosfera sarà scaldata dalle voci di Giulia Spallino, cantautrice dal timbro soul e conosciuta da anni in città per via delle numerose collaborazioni e concerti, e di Awa Mirone, giovane talento impegnato in progetti di musica dub e membro del duo Shame&Skandal.

E’ prevista anche l’esibizione del corpo di ballo di AmericanaExotica, gruppo di ragazze appassionate di danza e capitanate da Beatrice Secchi, insegnante e fondatrice dell’associazione stessa.

L’ingresso sarà assolutamente gratuito, e vuole coinvolgere uomini e donne nel tentativo di vivere una serata in cui insieme al divertimento ci sia una sorta di sensibilizzazione rispetto ad un tema tanto attuale quanto a volte dimenticato.

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Reggae Round Italy: Isla Sound @ Pacì Paciana – 22 Febbraio

Bergamoreggae, in occasione del secondo appuntamento del ciclo Reggae Round Italy, è orgogliosa di portare in città uno dei sound più noti della penisola: Isla Sound.

Attivo dal 2003, il sound cagliaritano propone musica reggae a 360° con canzoni speciali e ricercate da proporre per la felicità degli ascoltatori. Isla, pure impegnato nei progetti Haul & pull up e Unity Culture, si presenta a Bergamo accompagnato da diversi cantanti. Primo fra tutti Rootsman I, uno dei frontman dei Train To Roots che canterà le nuove produzioni tratte dal suo nuovo album solista Some Songs, prodotto da Cuba Rec.

Ad arricchire lo show ci sarà anche Momar Gaye, il cantante senegalese nato a Dakar, che farà ballare tutti coi pezzi tratti dall’ultimo album Exodus, in cui vanta collaborazioni con alcuni degli artisti più importanti della scena reggae internazionale. Momar nell’ultimo anno si è tolto grandi soddisfazioni partecipando al Rototom Sunsplash, al Medio Giamaicano Reggae Festival in Sardegna e all’Overjam in Slovenia (festival di cui Bergamoreggae è partner ufficiale).

Per non farci mancare proprio niente, alla serata parteciperanno anche Sista Namely e Anthony Screwface. La prima è una cantautrice appartenente alla band sarda Dubinisland e si esibisce sin dagli inizi accanto ad artisti come Africa Unite e gli stessi Train to Roots. Nel 2012 è uscito il primo album da solita, Freedom, oltre ad alcuni singoli come Without Me e Mi basta il mare.

Screwface infine è l’eclettico cantante agile a muoversi su tutte le sfumature del reggae, un MC che affronta in modo consapevole le tematiche sociali senza mai cadere nella banalità. Ha condiviso il palco con artisti italiani come Brusco, Boomdabash e Fido Guido, e negli ultimi anni ha prodotto un album intitolato È così che va, lavoro ricco di collaborazioni che riflette la grinta dell’artista.

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Overjam 2014: disponibili le prevendite!

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Il 2014 per le/gli amanti del reggae a Bergamo sarà un anno pieno di novità e sorprese. Ad esempio Bergamoreggae si sta già dando da fare per proporre a tutt* un’estate in levare coi fiocchi.
Quest’anno infatti la partnership di Bergamoreggae con Overjam International Reggae Festival (uno dei principali reggae festival a livello europeo) si stringe ulteriormente.
L’associazione dispone perciò di prevendite scontate per tutt* coloro che desiderano trascorrerei il Ferragosto sulle rive del fiume Soca a Tolmino e godersi il clima mite e generoso della Slovenia.
L’abbonamento completo per il festival, che si svolgerà dal 13 al 16 Agosto, costa per ora soltanto 55 €.
Per averlo è sufficiente mandare una mail a info@bergamoreggae.org o chiamare il 3483655433 (Laura).
Affrettatevi!

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[Mixtape] I-Trees – Daga Det vol. 5

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Traduzione: Chronixx – Il Rasta Differente (Odd Ras)

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Ahhh Boy, Digital, one one
Chronixx again
Well nuff a talk bout buss
Buss what?
Lef some a dem a wait a di bus stop
Nuff get di bus and go fall off track
And siddung a bus back a wait fi buss back
But guess what, Selassi I alone mi salute
All when lie a di trend Chronixx a talk di truth
Say mi nah do weh babylon want mi do
dem inna straight jeans mi inna khaki suite

Molti di loro parlano di impugnare (armi da fuoco)/ dominare
Impugnare/dominare cosa?
Alcuni di loro restano ad aspettare alla fermata del bus
Molti prendono il bus/si sballano e escono di strada
E si siedono in fondo al bus ad aspettare di sballare di nuovo
Ma sapete una cosa, io porto rispetto al solo Selassi I
E quando tutti dicono bugie Chronixx dice il vero
Dico che non farò mai quello che Babilonia vuole che io faccia
Loro indossano jeans stretti io invece sto nel mio vestito color khaki

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Recensione: Rootsman I – Some Songs

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Ero in fibrillazione all’idea di scaricarmi il nuovo EP di Rootsman I, uno degli artisti italiani che più apprezzo, per l’intensità della voce e per le scelte stilistiche che fa. Quando poi il download è terminato e ho alzato il livello delle casse, ho capito che avevo motivo di fibrillare.

Il ragazzo, che ho avuto la fortuna di conoscere meglio quest’estate, è ormai sulla scena da dieci anni, come solista e come cantante della Train To Roots, e credo che questo ultimo lavoro sia un po’ la dimostrazione della sua crescita musicale.

Già dal primo pezzo, “Dem cyaan”, dub ricco di ritmo e di sentimento, io non riesco a non prendermi bene. Chiudo gli occhi, la testa si muove lentamente a destra e sinistra, e mi immagino l’ebrezza di suonarlo in una sala semibuia con un impianto enorme da far vibrare.
Il chune dopo, “High meditation”, con una base in levare tendente al roots, permette davvero di sentirsi “Irie” e rilassati al solo ascolto.
Il terzo pezzo è una delle hit del disco, “I try”, una combination con Toni San, e mi ricorda tanto il roots romantico, quello un po’ melanconico e pieno di sentimento che si ascolta a fine danza, quando ancora si ha voglia di dondolarsi mentre si torna a casa osservando il sole che sorge.

Continuo l’esplorazione della musica di Michele con “Children”, uno dei brani che più mi incuriosiva sia per il titolo che per il modo in cui inizia, e di nuovo le sonorità deep e dub del pezzo mi conquistano. Il ritornello in particolare, forse anche per la presenza del coro femminile, mi fa impazzire.

Andando avanti trovo “Vampires”, bomba di canzone in cui il ritmo in levare e i bpm a velocità aumentata fanno venire voglia di saltare e ballare all’istante.

A chiudere l’EP c’è un remix di Toni San “Da soul”, altro pezzo new roots, e “Soldier bwoy”, brano decisamente più ritmato e in tipico stile Rootsman I.

Tutto l’album è comunque centrato sull’attualità, ogni canzone tratta temi quali la povertà nel mondo, la precarietà della vita, le difficoltà rispetto al futuro, ma è anche pieno di messaggi positivi e di speranza.

Che dire, non avevo grossi dubbi sulle qualità del nostro, e dopo questo lavoro credo che chiunque mi dia ragione: la voce profonda e chiara, i messaggi esprime, i valori che propone, fanno di Rootsman I una delle personalità di cui abbiamo assolutamente bisogno nella scena odierna, dove spesso ci si dimentica il senso puro dello spingere musica (e cultura) reggae e ci si lascia ingannare dagli effimeri successi che offre Babylon: gwaan bredrin, keep di fyah burnin’.

Panda

Scarica “Some Songs” su ReggaeRevolution.it

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BergamoReggae: il manifesto

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BergamoReggae è un gruppo di persone, una crew e, dal 2008, un’associazione legalmente costituita.

BergamoReggae cerca da sempre di unire e dare forza al movimento reggae bergamasco garantendo, a chiunque lo desideri, la possibilità di avere un cardine robusto su cui poter fare leva per sviluppare le proprie passioni e i propri sogni.

BergamoReggae è governata da rapporti privi di utilitarismi e opportunismi, è genuina e agisce sempre alla luce del sole.

BergamoReggae non è totalitaria, ma è forte dell’unità delle variabili che la compongono.

BergamoReggae non è una persona, né un volto né tantomeno un sound. BergamoReggae si è costituita associazione per potersi interfacciare con le istituzioni, e quindi ha un presidente, un consiglio direttivo e un libro soci. Ma BergamoReggae è tanto del presidente quanto di ognuno dei componenti della massive.

BergamoReggae vuole essere inclusiva cercando di non essere ingombrante o eccessiva. Le location presso le quali organizza le proprie attività restano a disposizione dell’associazione/crew poiché rappresentano il fulcro della vita associativa.

BergamoReggae non è ricca di beni materiali: essa possiede una consolle dj completa, due casse monitor attive, un piccolo sub e un altrettanto piccolo conto in posta, grazie al quale si mantiene in tutte le sue attività. Da quando è nata, ha sempre reinvestito ogni provento o guadagno per garantire ogni volta una maggiore qualità nella proposta artistico-musicale.

BergamoReggae è invece ricca di valori positivi che fungono da collante tra i soci.

BergamoReggae non è una scatola chiusa, ma un un contenitore aperto. Essa custodisce dj, mc, appassionati e cultori del reggae in ogni sua forma, i quali lavorano uniti e in armonia per regalare alla città e alla provincia eventi e fare in modo che il movimento in levare cittadino possa continuare a crescere e svilupparsi. Essa possiede una mailing list interna a cui sono iscritti i soci attivi/sostenitori, i quali annualmente contribuiscono con una quota associativa simbolica (30 euro) al fondo cassa per le attività. La porta di BergamoReggae è da sempre aperta a tutt* coloro che desiderano portare le proprie competenze e passioni al servizio della reggae music, nessuno escluso. Le decine di soci che ogni anno si rimboccano le maniche a titolo volontario per tirare avanti la baracca, siano essi iscritti regolarmente oppure no, ne sono la migliore testimonianza.

BergamoReggae non è gelosa delle proprie competenze e del proprio curriculum, ma anzi è ben felice di poter condividere con chiunque lo desideri le proprie passioni attraverso tutti i mezzi di cui dispone (dal semplice dialogo agli workshop istituzionalizzati).

A BergamoReggae piace fare le cose per e in mezzo alla gente, senza mai assurgersi al di sopra di essa. Lo testimoniamo le migliaia di persone che da anni partecipano attivamente a quello che fa’.

BergamoReggae si compone di dancehall fanatics, di amanti della dub culture, di nostalgici del roots, di mc ragga-hip hop, di turntablists nerd. BergamoReggae si compone di amanti del REGGAE inteso nella sua più ampia concezione. Le differenze nei gusti e nelle passioni di ognuno rappresentano la forza vera del gruppo.

BergamoReggae organizza concerti reggae-roots, ma anche dancehall hardcore-bashment, sound system meeting dub-uk, serate ska, workshop di danza, open mic e molto altro ancora. BergamoReggae organizza eventi REGGAE.

BergamoReggae non pretende di rappresentare la Jamaica in Bergamo, ma si accontenta di informare e diffondere, cercando di essere uno specchio delle contraddizioni di fondo che la cultura jamaicana riflette nella propria musica, sempre in maniera critica e consapevole.

BergamoReggae non è e non si farà mai portabandiera di messaggi di odio, risentimento o razzismo. BergamoReggae vuole divertirsi e fare divertire chi gli sta attorno, poiché crede ancora che la pace e l’amore fraterno siano la chiave per vivere e stare al mondo.

BergamoReggae è consapevole di inseguire un’utopia, ma sa anche che se tutt* credono nello stesso sogno, quello diventa realtà.

Associazione Culturale BergamoReggae

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Stylo G ls Gamba the Lenk & Americana Exotica crew @ Amigdala Theatre [report + foto]

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Come definire l’esperienza in terra lombarda di Stylo G?
BaDD!!

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