{"id":133,"date":"2008-01-20T12:14:34","date_gmt":"2008-01-20T10:14:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bergamoreggae.org\/bgr\/?p=133"},"modified":"2009-07-24T16:06:05","modified_gmt":"2009-07-24T14:06:05","slug":"il-corriere-parla-di-alborosie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bergamoreggae.org\/bgr\/2008\/01\/20\/il-corriere-parla-di-alborosie\/","title":{"rendered":"IL &#8220;CORRIERE&#8221; PARLA DI ALBOROSIE&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>E se anche il quotidiano pi\u00f9 letto d\u2019Italia dedica articoli\u2026 Reggae is a World Legacy!!!<\/p>\n<p>La parabola verso il successo oltreoceano di un artista lombardo<br \/>\nIl reggae partito da Bergamo ha conquistato la Giamaica!!!!<\/p>\n<p>Dopo anni di gavetta e di vita difficile a Kingston, Alberto D\u2019Ascola ha sfondato con due canzoni da hit parade<\/p>\n<p><strong>LONDRA (Gran Bretagna) &#8211; <\/strong>Con i suoi dreadlocks biondo fragola e la carnagione bianco-pallido, Alberto D\u2019Ascola sembra tutto tranne che un giamaicano. E meno ancora un artista reggae alla Bob Marley. Eppure questo trentaduenne che una volta si faceva chiamare Stena ed \u00e8 stato fondatore e vocalist dei Reggae National Tickets, ora \u00e8 il nuovo fenomeno musicale dell\u2019isola caraibica e dopo, sette anni nell\u2019inferno di Kingston (ci \u00e8 arrivato nel 2001), adesso Alborosie (nome d\u2019arte che unisce la \u201cAl\u201d di Alberto a \u201cborosie\u201d, il dispregiativo con cui lo hanno sempre chiamato da quelle parti) ha un seguito da paura (e su <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=M05PUtJfSxI\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #0000ff;\">Youtube <\/span><\/span><\/a>i suoi video sono gettonatissimi), fra due mesi uscir\u00e0 con il suo primo album dal titolo \u201cSoul Pirate\u201d e si \u00e8 guadagnato rispetto e considerazione in un ambiente dove la cultura \u201cgangsta\u201d \u00e8 la sola riconosciuta e le pistole l\u2019unico strumento per farla rispettare.<!--more--><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>\u00abDOVEVO SEGUIRE IL MIO SPIRITO\u00bb &#8211; <\/strong>Certo, per uno nato a Bergamo (ma il suo sangue \u00e8 un mix siciliano, calabrese e pugliese) e figlio di un poliziotto vecchio stampo, decidere di mollare tutto e di volare dall\u2019altra parte del mondo per fare musica non \u00e8 stato per niente facile. \u00abAll\u2019inizio i miei genitori non capivano \u2013 ha raccontato \u201cAl\u201d alla Stampa (l&#8217;articolo \u00e8 stato ripreso anche dal londinese <a href=\"http:\/\/www.telegraph.co.uk\/news\/main.jhtml;jsessionid=K1NQHOFZSTQXJQFIQMGCFGGAVCBQUIV0?xml=\/news\/2008\/01\/17\/wreggae117.xml\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #0000ff;\">Daily Telegraph<\/span><\/span><\/a>) \u2013 ma io dovevo seguire il mio spirito\u00bb. Cos\u00ec, ha chiuso l\u2019agenzia discografica che aveva fondato e con in tasca l\u2019indirizzo di un italiano che viveva in Giamaica, \u00e8 partito per inseguire il suo sogno reggae. Un sogno che all\u2019inizio nutriva a pollo e riso, perch\u00e9 di soldi ne vedeva pochini. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>VITA DIFFICILE &#8211; <\/strong>\u00abDavo una mano negli studi di registrazione Gee Jam ed \u00e8 stata davvero durissima, soprattutto per l\u2019ambiente attorno. L\u2019isola \u00e8 stupenda, ma per chi ci vive la realt\u00e0 \u00e8 molto diversa. Non ci sono soldi e la violenza \u00e8 ovunque e non \u00e8 bello ritrovarsi con una calibro 9 davanti alla faccia&#8230; Qui impera la cultura \u201cgangsta\u201d, gli uomini fanno i duri e il \u201cbacio le mani\u201d \u00e8 un atteggiamento tipico. E poi il mondo della musica \u00e8 davvero corrotto: se guadagni, devi pagare, non c\u2019\u00e8 altra possibilit\u00e0\u00bb. <\/span><\/p>\n<p><!-- OAS AD '180x150'begin --><\/p>\n<div><!-- OAS AD '180x150' end --><\/div>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>IL GRANDE PASSO &#8211; <\/strong>Ma da qualche tempo la storia ha preso tutta un\u2019altra piega. \u201cAl\u201d ha cominciato a realizzare basi per gli altri artisti e a farsi conoscere, prima di decidersi a compiere il grande passo: fare musica da solo. Il singolo \u201cHerbalife\u201d fa subito il botto, diventando il \u201c7 pollici\u201d (ovvero, il vecchio 45 giri ancora in uso in Giamaica) pi\u00f9 venduto in Inghilterra. Non solo. Quando il video viene bandito dalla tv nazionale giamaicana a causa del contenuto (si vedono bambini che vendono \u201cganja\u201d, marijuana) e di una strofa non propriamente gradita alle autorit\u00e0 (\u201cla polizia ha rubato la mia erba\u201d), il nome di Alborosie comincia a girare e con il secondo singolo, \u201cKingston Town\u201d, \u00e8 arrivata la definitiva consacrazione. \u00abIn Giamaica, se un pezzo ha successo significa che ha venduto 4 o 5 mila copie. Io sono arrivato a 12 mila e finora avr\u00f2 venduto 50 mila dischi in totale\u00bb. <strong> <\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>NESSUNA DISCRIMINAZIONE &#8211; <\/strong>Insomma, niente affatto male per un bianco dai capelli rossi. \u00abIl colore della mia pelle non \u00e8 mai stato un problema, sebbene faccia un tipo di musica di un certo gruppo etnico, e non ho mai avuto una sola reazione contraria per il fatto di essere bianco\u00bb. \u201cAl\u201d non ci ha messo nemmeno molto ad imparare lo slang del posto. \u00abVivendo ogni giorno con la gente di qui, \u00e8 stato facile, anche se ammetto di avere un talento per queste cose, perch\u00e8 conosco gente che vive in Giamaica da 20 anni e non ha ancora imparato a parlare il dialetto locale. Ma qui mi sento davvero come a casa, ho il mio studio di registrazione e mi posso pure permettere due o tre gioielli da sfoggiare nelle occasioni importanti. Non sono un nababbo, questo no, ma comunque vivo bene, anche se da queste parti non si pu\u00f2 mai sapere\u00bb.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\">Simona Marchetti<\/span><\/p>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/M05PUtJfSxI\" style=\"margin:1.0em auto;\" width=\"450\" height=\"286\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E se anche il quotidiano pi\u00f9 letto d\u2019Italia dedica articoli\u2026 Reggae is a World Legacy!!! La parabola verso il successo oltreoceano di un artista lombardo Il reggae partito da Bergamo ha conquistato la Giamaica!!!! Dopo anni di gavetta e di vita difficile a Kingston, Alberto D\u2019Ascola ha sfondato con due canzoni da hit parade LONDRA (Gran Bretagna) &#8211; Con i suoi dreadlocks biondo fragola e la carnagione bianco-pallido, Alberto D\u2019Ascola sembra tutto tranne che un giamaicano. E meno ancora un artista reggae alla Bob Marley. 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