{"id":5464,"date":"2011-12-10T10:45:29","date_gmt":"2011-12-10T08:45:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bergamoreggae.org\/bgr\/?p=5464"},"modified":"2011-12-11T20:40:47","modified_gmt":"2011-12-11T18:40:47","slug":"intervista-il-baro-10-anni-di-qb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bergamoreggae.org\/bgr\/2011\/12\/10\/intervista-il-baro-10-anni-di-qb\/","title":{"rendered":"Intervista &#8211; il Baro : 10 anni di QB"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.bergamoreggae.org\/bgr\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/quickly10-fronte-print.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-5459\" title=\"quickly10-fronte-print\" src=\"http:\/\/www.bergamoreggae.org\/bgr\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/quickly10-fronte-print-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Entro in casa del mio vecchio amico Baro e subito la fedele Uffa mi da un caldo benvenuto. Facendo lo slalom tra i numerosi giocattoli disseminati per terra e accolto dal sano rumore provocato dai due marmocchi che girano per casa, ripenso a quando, quasi quindici anni fa, mi intrattenevo pomeriggi interi in compagnia del Baro in un appartamentino di Valtesse ad ascoltare reggae (in particolare Abbyssinians,Israel Vibration e Burning Spear) a parlare di musica o semplicemente a cazzeggiare, sport di cui eravamo professionisti.<br \/>\nE da questo pensiero che prendo spunto per la prima banale, quanto importante domanda:<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>:\u201dCome mai dopo cos\u00ec tanti anni, durante i quali \u00e8 successo di tutto, lauree, matrimoni, figli ed esperienze che ci hanno segnato indelebilmente, ci troviamo ancora a parlare di reggae? Che cosa ha di cos\u00ec tanto speciale?\u201d<!--more--><br \/>\n<strong>Baro<\/strong>:\u201dForse perch\u00e9 \u00e8 un genere musicale adatto ad accompagnare le esistenze, nel senso che il levare, nella sua regolarit\u00e0, nella sua tranquillit\u00e0 per lo meno per quanto riguarda il roots che mi piace particolarmente, lo trovo un genere adatto allo sviluppo della vita e quindi anche dei rapporti interpersonali.<br \/>\nInfatti prima di parlare di reggae, parlavamo di ska in un periodo della nostra vita in cui eravamo pi\u00f9 \u201cagitati\u201d e poi \u00e8 venuto il reggae, in tutte le sue sfaccettature, dal dub che mi interessa di pi\u00f9 alla dancehall che mi interessa un po\u2019 meno, per\u00f2 di fatto ha contraddistinto e scandito le nostre esistenze e penso che continuer\u00e0 a farlo..<br \/>\nMagari non sempre nella forma del sound system o di far serate impegnative per\u00f2 sar\u00e0 sempre una costante.\u201d<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>: \u201cDato che hai parlato di quel periodo in cui eravamo pi\u00f9 \u201cagitati\u201de si viveva al ritmo dello ska, parlami un po\u2019 dei Plazmon, una delle tappe fondamentali nel tuo percorso musicale e artistico..<br \/>\n<strong>Baro<\/strong>: \u201cE\u2019 stata un\u2019esperienza molto utile. Io ho scritto pezzi con metriche Hip-Hop gi\u00e0 da fine del \u201893 e per tutto il \u201894 in una crew che non ha mai concretizzato i suoi sforzi in una produzione seria , si chiamava L.A.Crew in cui militavamo io, Jopparelli e un po\u2019 di altra gente.<br \/>\nIo avevo questi testi in mano e mi sono accorto poi che, quando ho messo insieme i Plazmon, un po\u2019 ispirato anche dai Casin\u00f2 Royale nel loro passaggio dallo ska a quel guazzabuglio che era stato \u201cDainamaita\u201d che per me \u00e8 stato l\u2019 album pi\u00f9 importante per la mia formazione musicale, mi sono accorto che in fondo quei testi erano adatti per essere cantati su quel tipo di ska che c\u2019era negli anni \u201990, uno ska molto spinto, di matrice pi\u00f9 europea piuttosto che jamaicana.<br \/>\nEcco quella \u00e8 stata una palestra nel periodo in cui io ero al liceo. Nel fine settimana facevamo i bagagli e giravamo in lungo e in largo per andare a suonare in ogni posto. A Bergamo gi\u00e0 dagli inizi del \u201996 avevamo suonato ovunque e poi nel \u201997,\u201998,\u201999 abbiamo girato l\u2019Italia facendo pi\u00f9 di 300 concerti.\u201d<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>:\u201dC\u2019\u00e8 un concerto che ricordi in modo particolare\u2026?<br \/>\n<strong>Baro<\/strong>: \u201cCe ne sono tanti, ma uno che mi viene sempre in mente \u00e8 quello al Lazzaretto alla festa delle scuole, forse il nostro penultimo concerto, tutti in giacca e cravatta e mi aveva fatto effetto, oltre che per la quantit\u00e0 di gente che c\u2019era, anche per il fatto che tutte le prime file cantavano, mimavano con la bocca i testi delle canzoni e questo per me \u00e8 stato abbastanza impressionante. Anche l\u2019ultimo a Celadina \u00e8 stato una bomba e , infine, la reunion dopo dieci anni al BergamoreggaeSunfest dell\u2019anno scorso \u00e8 stata molto bella.\u201d<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>: \u201cQuindi c\u2019\u00e8 stato un gruppo o un album in particolare che ti ha molto segnato\u2026\u201d<br \/>\n<strong>Baro<\/strong>: \u201cDainamaita dei Casin\u00f2 Royale \u00e8 stato davvero determinante.In quegli anni \u201993-\u201994 i Casin\u00f2 Royale passavano dallo ska a quel guazzabuglio di crossover, dal reggae alla musica elettronica, al dub, all\u2019hip-hop, tenevano insieme tutto e lo tenevano bene. Per quanto riguarda il reggae non c\u2019\u00e8 un artista o un album in particolare, per\u00f2 c\u2019\u00e8 tutta una parte di reggae che va dal roots al rub-a-dub fino dub che mi ha ispirato profondamente. Dallo scioglimento dei Plazmon per circa un annetto si era presa l\u2019abitudine di frequentare la domenica sera la sala prove del Pac\u00ec dove avvenivano delle jam session con circa 10-12 musicisti e vari Mc in cui anche per 4-5 ore si andava avanti a suonare e l\u00ec si \u00e8 radicato in me e in altri la passione per questo tipo di reggae e per il reggae in generale. Mi sono abituato a quelle sonorit\u00e0, a cantarci sopra fino al 4 dicembre 2001 dove una sera, al vecchio tassino, ho esposto delle mie tele, fors\u2019anche una delle prime volte che esponevo dei miei lavori, e contestualmente decisi di accompagnare la mostra suonando un po\u2019 tutta la mia collezione di cd che avevo acquisito negli ultimi anni ..\u201d<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>: \u201cQuindi \u00e8 questa, fisicamente, la tua prima esibizione da selecter?\u201d<br \/>\n<strong>Baro<\/strong>: \u201cSi , mi ero portato un po\u2019 di cd ska, reggae e rock-steady il tutto supportato da due lettori cd scrausi. Quella sera sono passati il King Burnin, Willy Valanga, Da Major e un po\u2019 di gente amica e , dopo qualche mese, abbiamo fondato il Quintetto Base, composto appunto da Me, il King Burnin, Willy , DaMajor e il Fra. Ancor prima del Quintetto Base c\u2019era stato comunque gi\u00e0 un po\u2019 di movimento e iniziative con \u201cWake the town\u201d con Fabri, Tuli , Angi e la Linda con un paio di dance, serate e ospitate. Gi\u00e0 ai tempi delle Jam session nella sala prove del Pac\u00ec c\u2019era questo fermento e anche se poi ognuno ha intrapreso percorsi musicali e di vita differenti \u00e8 stato un periodo molto utile per capire tutta una serie di cose, dall\u2019organizzazione degli eventi, al funzionamento degli impianti, come muoversi in generale nel mondo della musica e anche per affinare un po\u2019 i gusti. Cosa non trascurabile sono stati i viaggi che in quel periodo, prima io e il Fabbri, poi il Fausto e via dicendo, abbiamo intrapreso per far incetta di dischi che qui a Bergamo erano praticamente introvabili.\u201d<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>:\u201dQualche evento \u201cgrosso\u201d che ricordi di quel periodo?\u201d<br \/>\n<strong>Baro<\/strong>: \u201cMi ricordo un Jah Shaka non organizzato da noi, ma in cui il Fabbri aveva suonato a Milano in mezzo alle zanzare in una cascina improbabile: quello \u00e8 stato davvero una bomba.<br \/>\nPoi un King Shiloh venuto al Pac\u00ec che aveva montato tutto il sound, tre piramidi di colonne di casse , incredibile.<br \/>\nQuesto era ll periodo degli albori di Quickly Burnin , perch\u00e9 da Quintetto Base ci siamo evoluti in questa nuova esperienza composta inizialmente solo da me , King Burnin e Willy Valanga, che per\u00f2 era concentrato anche e pi\u00f9 sul suo percorso Hip-Hop.<br \/>\nL\u2019idea di mantenere le iniziali QB nel nome veniva da King Burnin. Appunto in quel periodo ci sono stati degli eventi importanti con un po\u2019 di gente che collaborava tra cui BreddaP e tra le tante serate ricordo MackaB, Yellowman, Mad Professor, Prince Allah, Asher selecter ma gi\u00e0 a quel punto ci si avvicina al periodo pi\u00f9 recente in cui poi sarebbe nata l\u2019associazione Bergamoreggae.\u201d<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>: \u201dEntrando nello specifico riguardo a Quickly Burnin, qual\u2019\u00e8 secondo te il marchio distintivo di questo sound, quella qualit\u00e0 che identifica maggiormente il tuo sound rispetto ad un altro?\u201d<br \/>\n<strong>Baro<\/strong>:\u201d Penso un paio di fattori che si incrociano.<br \/>\nPrima di tutto la qualit\u00e0 e il modo in cui gli Mc hanno trattato il microfono, abbiamo sempre avuto rispetto del mezzo del microfono.<br \/>\nQuindi abbiamo interpretato il modo di fare Mc nel suo ruolo originario: in parte intrattenitori, in parte cantanti sempre con l\u2019intento per\u00f2 di far passare determinati messaggi. non solo dicendo alla massive di scuotere il culo o alzare gli accendini a mo\u2019 di strillone.<br \/>\nA questa attenzione per il microfono abbiamo affiancato uno stile di suono mai fermo: partendo dal presupposto che ci piace il roots ,il dub e il rub-a-dub ci siamo sempre evoluti, tanto che negli ultimi tempi non disdegniamo di suonare neanche la jungle, genere che io e il Talpa riteniamo essere l\u2019evoluzione migliore del roots, rispetto al nostro modo di intendere il roots.<br \/>\nAd esempio il dub inglese \u00e8 un evoluzione anch\u2019esso del roots, ma a mio parere un po\u2019 troppo cupa, dark, ripiegata su se stessa, mentre la jungle mantiene ancora un sapore festaiolo, in cui comunque gli Mc sono presenti.<br \/>\nSo che non tutti possono essere d\u2019accordo col mio modo di vedere la cosa. Quindi un suono mai fermo e, come io amo chiamarlo, atipico.<br \/>\nUn ultimo passaggio importante \u00e8 comunque la costruzione del proprio sound: inizialmente abbiamo acquistato un sound gi\u00e0 fatto da 3000watt da una balera, poi ci siamo \u201cgentilmente appropriati\u201d di un sound in una fiera abbandonata, King Burnin in particolar modo si \u00e8 dato da fare e alla fine lo abbiamo costruito ed \u00e8 stato un passaggio diciamo innovativo per la citt\u00e0.<br \/>\nE\u2019 vero che \u00e8 difficile da trasportarlo e comporta alcune problematiche ma ti porta molte soddisfazioni.\u201d<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>: \u201cCome mai secondo te il reggae a Bergamo, con i suoi alti e bassi, \u00e8 comunque cos\u00ec radicato in citt\u00e0? Come mai il terreno \u00e8 cos\u00ec fertile qui e la massive si \u00e8 evoluta in un determinato modo, a parere mio pi\u00f9 \u201cprofondo\u201d? \u201c<br \/>\n<strong>Baro<\/strong>:\u201dSi sono d\u2019accordo. E\u2019 una questione in parte culturale, in parte legata alla natura dei nostri conterranei.<br \/>\nNon so, proprio per come ti dicevo all\u2019inizio, il reggae lo trovo un genere musicale, rispetto ad altri generi, molto legato alla natura umana, adatto ad accompagnare l\u2019esistenza delle persone nella loro crescita.<br \/>\nI bergamaschi sono un po\u2019 come i baschi, gente che per essere conquistata ha bisogno di un po\u2019 di tempo.<br \/>\nE\u2019 una teoria antropologica un po\u2019 ardita, ma \u00e8 come se il reggae avesse conquistato la nostra amicizia.<br \/>\nIl reggae \u00e8 un genere duro da digerire, ma una volta che l\u2019hai accettato, digerito e messo dentro di te \u00e8 difficile da mandar via. Qui a Bergamo ha tenuto ed ha \u201cinfettato\u201d altre persone. Poi non so, anche il fatto che ci sia un gruppo amicale che gira intorno a questa cosa contribuisce ad un buon sviluppo del fenomeno. Pensiamo inoltre che il reggae a Bergamo come movimento \u00e8 nato col roots e ,bene o male, i ragazzi bergamaschi sono roots nella vita. Qui la scena non \u00e8 stata come in altre citt\u00e0 in cui il reggae \u00e8 arrivato col new roots e la dancehall.<br \/>\nQuesti generi sono arrivati anche qua e si sono fusi o evoluti in diversi modi, ma la base era roots.\u201c<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>: \u201cDato che abbiamo affrontato alcune parentesi della tua vita legata alla musica, dai Plazmon alla nascita ed evoluzione di Quickly Burnin, parlami di un fenomeno che ti sta molto a cuore: l\u2019Hardens Street dream\u2026\u201d<br \/>\n<strong>Baro<\/strong> :\u201dPer me l\u2019Hardens \u00e8 stata una svolta importante perch\u00e9 ho potuto trasmettere tutta una serie di cose che ho raccolto durante la mia esistenza.<br \/>\nIl fatto di poter trasmettere le proprie esperienze e i propri saperi, senza alcuna spocchia o presunzione di aver capito tutto nella vita, non \u00e8 solo un diritto, ma anche un dovere.<br \/>\nIl fatto di aver incontrato delle persone giovani con delle qualit\u00e0 umane altissime \u00e8 stato un privilegio e mi \u00e8 sembrato il minimo indispensabile coinvolgerle con una serie di modalit\u00e0 che ritenevo giuste e vedo che c\u2019ho preso.<br \/>\nOra anche loro stanno intendendo la musica nella maniera in cui la vedo io, ossia non avendo come obbiettivo primario il business, ma prendendo come punto di riferimento altri obbiettivi molto pi\u00f9 alti piuttosto che diventare famosi o fare i soldi.<br \/>\nQuesti erano i valori che hanno spinto una parte della mia generazione e loro adesso stanno facendo lo stesso\u2026 \u201c<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>: \u201cAppunto, come stanno andando i progetti di questi giovani?\u201d<br \/>\n<strong>Baro<\/strong>:\u201dBene, diciamo che come Hardens si sono formate altre sotto-crew che producono, producono bene, producono con coscienza senza fare rap ignorante che si vede in giro adesso.<br \/>\nHanno un grado di consapevolezza molto pi\u00f9 alto rispetto ai loro coetanei e rispetto alla merda che sento in giro sia per quanto riguarda le produzioni che per quanto riguarda le liriche e l\u2019atteggiamento che hanno .<br \/>\nMi piacerebbe che Bergamoreggae trovasse dei giovinastri di questa qualit\u00e0 da tirar su.<br \/>\nLa vedo proprio come una necessit\u00e0 per andare avanti.\u201c<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>:\u201dE\u2019 anche per questo che nasce l\u2019idea di una BGreggae University..\u201d<br \/>\n<strong>Baro<\/strong>: \u201cE\u2019 una buona idea se con umilt\u00e0 si cerca di trasmettere le proprie conoscenze, competenze, la propria passione a persone possibilmente pi\u00f9 giovani. La vedo come una prospettiva necessaria.\u201d<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>:\u201dCosa ti piace ti pi\u00f9 e di meno, allo stato dei fatti, del reggae attuale in Italia e a Bergamo?\u201d<br \/>\n<strong>Baro<\/strong>:\u201d Davvero, la natura degli Mc e dei sound system che si ispirano alla scena roots e dub londinese li salvo quasi tutti, gli altri sound hanno MC che mi sembra che scimmiottino gli Mc ignoranti della scena hip-hop e l\u2019atteggiamento di molti sound lo vedo indirizzato verso questa direzione.<br \/>\nOsservo faide e scontri che poco hanno a che vedere con il senso di unit\u00e0 che \u00e8 stato alla base di questo genere. Anche la dancehall stessa e il bashment li vedo come uno scimmiottare un certo hip-hop che non mi piace e siccome conosco entrambe i generi nella mia testa ho ben chiaro cosa salvare e cosa no. Mi piace chi continua a sforzarsi nel credere nel roots e nel dub, chi ha cercato di dare nuova linfa o di intraprendere nuove strade, chi comunque continua a spingere dischi anche molto vecchi.<br \/>\nApprezzo anche chi, pur non amando il genere che amo io, fa comunque uno sforzo artistico nel produrre roba nuova in questo senso, con coscienza e criterio, anche se fosse musica house: chi ci mette del nuovo ma con un\u2019attenzione al contenuto.<br \/>\nNon possiamo svuotare la musica di quel bagaglio culturale che si \u00e8 sempre portato appresso, faremmo un peccato mortale, anzi\u2026 originale. \u201c<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>:\u201dQuanto \u00e8 importante che Bergamo abbia un proprio festival come \u00e8 il BergamoreggaeSunfest?\u201d<br \/>\n<strong>Baro<\/strong>:\u201dE\u2019 importantissimo , \u00e8 un presidio da mantenere. Tra l\u2019altro se si dovesse configurare l\u2019idea o la necessit\u00e0 di dover lasciare la citt\u00e0, non dico quest\u2019anno , ma in un futuro, ci sarebbero vantaggi e svantaggi.<br \/>\nDa una parte potrebbe essere una cosa positiva perch\u00e9 finalmente avremmo la possibilit\u00e0 di organizzare un festival con campeggio e strutture serie, con alcuni rischi annessi, ma dall\u2019altra mi dispiacerebbe lasciare la citt\u00e0 perch\u00e9 noi ci chiamiamo Bergamoreggae e la maggior parte dei sound ha sempre gravitato intorno alla citt\u00e0.<br \/>\nComunque il Sunfest lo vedo sempre come un potenziale in crescita. Il BergamoreggaeSunfest \u00e8 proprio un\u2019isola felice del panorama musicale della nostra citt\u00e0, sia che ti piaccia il reggae sia che non ti piaccia, anche solo come forma di aggregazione gratuito. Il bello \u00e8 che comunque \u00e8 molto locale: anche se invitiamo gente a suonare da tutte le parti, abbiamo proprio il nostro stile di fare le robe e si vede che \u00e8 fatto da Bergamoreggae e dalla gente di Bergamo.\u201d<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>:\u201dAccenniamo appunto due parole sull\u2019associazione Bergamoreggae, quali prospettive vedi per l\u2019associazione?\u201d<br \/>\n<strong>Baro<\/strong>:\u201dLa Bergamoreggae \u00e8 nata come una crew allargata di sound system. Per il futuro credo sia utile fare un\u2019operazione di \u201cchiarezza\u201d rispetto alla massive pi\u00f9 o meno dotta bergamasca sul percorso di menagement e organizzativo degli eventi che abbiamo parallelo come associazione. Sarebbe utile una sorta di \u201coperazione verit\u00e0\u201d per far capire alla gente che noi non facciamo solo i promoter e che non ci siamo sbilanciati troppo, anche se sembrerebbe, solo su quel fronte.<br \/>\nChiarire che magari l\u2019associazione, o una parte di essa, si occupa pi\u00f9 di quell\u2019aspetto e il resto \u00e8 ancora un gruppo di sound che manda avanti una grande crew, che, ovvio, pi\u00f9 \u00e8 complessa, pi\u00f9 \u00e8 piena di cose da fare, pi\u00f9 si deve strutturare. Certo \u00e8 che per tanti questo spirito originario non \u00e8 che si \u00e8 perso, per\u00f2 \u00e8 un po\u2019 scemato. Non \u00e8 da mettere in dubbio l\u2019intento positivo dell\u2019associazione, ma va chiarito a noi stessi innanzitutto e a chi ci segue che \u00e8 ancora quello ci\u00f2 che ci manda avanti e ci spinge.<br \/>\nPoi sul piano artistico organizzare bene dei concerti e serate non vuole dire fare un lavoro artistico, ma senza dubbio un lavoro impeccabile dal punto di vista organizzativo.<br \/>\nE\u2019 proprio la differenza tra un selecter e un produttore: spesso un selecter diventa anche un produttore proprio perch\u00e9 acquisisce gusto nel continuare a selezionare buoni dischi.<br \/>\nNoi, dopo aver selezionato buoni artisti, buoni sound e buoni live, sarebbe finalmente tempo che parte delle nostre energie e delle nostre risorse le impiegassimo nella produzione di nuova musica, oppure nella promozione di nuovi artisti, che non vuol dire solo organizzare dei buoni concerti, ma far registrare della roba nuova da far mandare in giro nelle forme pi\u00f9 orizzontali e gratuite possibili .<br \/>\nQuesto \u00e8 tutto ed \u00e8 per questo che mi ricollego al concetto dell\u2019Hardens: io l\u00ec ho lavorato semplicemente un po\u2019 come un coach, incentivando la produzione di cose nuove, poi su 100 cose, 8 vengono bene.\u201d<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>:\u201dIn conclusione, 10 anni di Quickly Burnin, che dire\u2026.\u201d<br \/>\n<strong>Baro<\/strong>:\u201dE dai, 10 anni per un sound sono tanti, anche se ho in parte esaurito le mie energie nel sostenere questo sound, per\u00f2 tutto sommato lo teniamo in vita: ora anche grazie alle nuove leve e sempre con buoni Mc, il Plaste e FayaB, col Ponzi che facendo del suono atipico non poteva che finire in QB, King Irie che sta cominciando a produrre delle cose interessanti, io quando posso canticchio ancora qualcosa.<br \/>\nAnzi colgo l\u2019occasione per ringraziare in particolare il selecta King Irie, che negli ultimi anni ha tenuto alto il nome e lo stile di QB Insomma 10 anni sono tanti e visto che poi abbiamo contribuito a gettare le basi di quella che \u00e8 la scena bergamasca sono contento e orgoglioso di aver mandato avanti in una citt\u00e0 di presi male questa roba.<br \/>\nAbbiamo tenuto agganciata alla contemporaneit\u00e0 una citt\u00e0 che non se n\u2019\u00e8 mai tanto accorta.\u201c<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>:\u201d Seba, ti piace il reggae?\u201d<br \/>\n<strong>Seba<\/strong>:\u201dNo!\u201d<br \/>\nSi sa che non sempre i figli seguono le orme dei padri.<\/p>\n<p><strong>Baje<\/strong>:\u201dTu Leo hai qualcosa da dire?\u201d<br \/>\n<strong>Leo<\/strong>:\u201dMa-Ma\u201d<br \/>\nChiarissimo\u2026.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entro in casa del mio vecchio amico Baro e subito la fedele Uffa mi da un caldo benvenuto. 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