Storia del Reggae a BG: I pionieri degli anni ’80 (I parte)

Siamo agli inizi degli anni ’80 quando una crew  (o posse, come si diceva allora) di rude boys di Ponte S. Pietro (e dintorni), ormai reggaemen irriducibili, sente l’esigenza di diffondere la reggae music per  colmare un vuoto  culturale e di aggregazione che ormai non aveva più ragione d’essere.

PT posse logo1

E’ così che si organizzano le prime sporadiche serate nelle discoteche della zona: la Rockteca di Urgnano,il River Club di S. Omobono Imagna, la Discoteca Cleo di Mariano di Dalmine, il Café Bleu di Villongo. L’organizzazione è in “naïf Style”, gli eventi vengono pubblicizzati con locandine (spesso fatte a mano) indicanti semplicemente il genere di musica (REGGAE PARTY oppure SOUL-REGGAE / AFRO-REGGAE) ed eventualmente nomi di improbabili crew inventati per l’occasione (BRAKAYA D.J. BAND / SENSI D.J. GANG). I brani vengono suonati tassativamente dall’inizio alla fine, non essendo stata ancora assimilata la cultura dei sound system (e questo farà si che gli appassionati della prima ora, siano ancora oggi insofferenti delle attuali dance, dove gli MC “parlano troppo …”); si è inoltre soliti a metà serata suonare alcuni brani di musica africana (principalmente HIGHLIFE, AFROBEAT, JUJU) come giusto tributo alle vibes di mama Africa.

Sono gli anni immediatamente successivi alla morte di Bob Marley e se da un lato parecchia gente si aspetta che il reggae scompaia assieme al suo ambasciatore, dall’altro ai reggae party alcuni pretendono di ascoltare “solo” Marley, entrambi non capendo che se è vero che Marley é il reggae, è altrettanto vero che il reggae non è solo Marley. A dimostrare questa verità, per un certo periodo non si suona niente di Bob proprio per educare la massive a disfarsi del “paraorecchie”.

Naturalmente il ROOTS fa la parte del leone, ma comunque si suonano tutti gli stili: dallo SKA al ROCKSTEADY, dal TOASTING al RUB-A-DUB, dal LOVERS al DUBWISE; sono anche gli anni dell’esplosione del BRITISH REGGAE che rivaleggia alla grande con il reggae giamaicano e quindi si ascoltano dosi massicce di  ASWAD, STEEL PULSE, MATUMBI, MISTY IN ROOTS, LKJ, ARIWA SOUND …

Reggae Juke-Box

Il marchio di fabbrica PT POSSE fa la sua comparsa intorno agli anni ‘85/’86; PT non ha un significato preciso: è un ibrido tra PonTe S. PieTro e “latteria delle PosTe”, l’allora abituale luogo di ritrovo, che si trovava appunto di fianco all’ufficio postale e che da lo spunto per utilizzarne l’insegna come simbolo della posse.  Da segnalare in Latteria la presenza di un mitico juke-box caricato esclusivamente con  45 giri reggae per fornire la giusta colonna sonora.      Precisazione ad uso delle nuove generazioni: la PT Posse non ha niente a che vedere con la Polenta Posse,come alcuni credono; quest’ultima è venuta dopo (anni 90) e si trattava di un duo di rap nostrano (chiedere a Kino, ex-Arpioni, per delucidazioni).

E’ a questo punto doveroso consegnare alla Storia i nomi degli agitatori della PT Posse: CROSBI, RAS BREVI, JAH-NO DEAD (a.k.a. Cianett), JAH RIGHÈTT (a.k.a. Braka), CAPITAN ALBI, JAHCOBASS (a.k.a Maso), JAHMAN (the Fisherman), JAHSMOR’ , ADMIRAL  JERRY.

PTP inna Radio (87)

Tra l’85 e l’86 la PT Posse “sbarca” anche nell’etere ed inizia a condurre una trasmissione dagli studi (in quel di Ponte S. Pietro) di West Radio, emittente gestita dal movimento alternativo bergamasco. Per la precisione, sono due le trasmissioni dedicate alla musica in levare:  “PT Posse inna Radio” e “Dub Style”, quest’ultima (che avrà però vita breve) condotta dai fratelli Kaiser  del Dub Trio (di cui si tratterà più avanti). Le due ore condotte dalla PT Posse sono tra le più seguite(la trasmissione si classifica addirittura al primo posto tra le preferenze degli ascoltatori in un sondaggio effettuato dalla radio) sia per la musica trasmessa sia per lo stile di conduzione inna sound system style; informazioni su serate e concerti, notizie e curiosità sul reggae internazionale, temi di cultura jamaicana e filosofia rasta servono a creare le premesse per la definitiva espansione del reggae in terra orobica.

A breve  pubblicheremo il seguito

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7 thoughts on “Storia del Reggae a BG: I pionieri degli anni ’80 (I parte)”

  1. Big up capitano per il bell’articolo!
    Un’amara constatazione: dopo trent’anni di militanza reggae rasta è sconcertante assistere alle vergognose accuse rivolte a filippo giunta del Rototom; la deriva repressiva non conosce limiti! trent’anni fa si sperava anche in un futuro migliore: non ci siamo ancora riusciti ma…never give up the fight!.

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