Recensione: DubFiles


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È il 14 Ottobre, ed io non vedo l’ora di tornare a casa dal lavoro ad ascoltarmi l’album di DubFiles che esce proprio oggi.

Il progetto, nato dalla mente di Paolo Baldini, bassista di band come B.R.Stylers e Africa Unite e produttore ormai ben conosciuto nel panorama musicale italiano, mi ha affascinato sin da subito e ho avuto la conferma dello spessore di questo gruppo di artisti quando li ho potuti ascoltare dal vivo a Bergamo: non solo sono bravi, non solo hanno delle voci interessanti, ma sono anche simpatici, e sono i primi a divertirsi durante i loro show.

Registrato all’interno dell’Alambic Conspiracy Studio, l’album è il frutto di un lavoro collettivo nato ad inizio 2013 che inizialmente si compone di alcuni video (visibili su YouTube) che vogliono essere semplicemente la testimonianza di quello che succede, appunto, nello studio stesso: da un lato c’è Baldini che al mixer crea delle versioni dub di alcune canzoni, e nella stanza accanto degli amici, dei cantanti già noti nel mondo della musica, che si esprimono al microfono. Le versioni che si creano, partendo da tracce separate del mixer, sono un’articolazione più complessa e multiforme delle canzoni, e danno modo ai cantanti di cimentarsi in tempo reale tra dub version e testi (che sono improvvisati oppure rappresentano una rivisitazione alternativa di canzoni già prodotte).

Dopo una vera e propria esplosione mediatica (in parte inaspettata) delle riprese video di queste session artistiche, il gruppo decide di raggruppare tutti questi esperimenti (tra l’altro molto ben riusciti) sotto forma di disco. Se però l’idea di elaborare un disco è inizialmente l’occasione per “collettare” le produzioni dei vari cantanti, diventa poi uno stimolo per produrre, nello stesso modo, altro materiale musicale, altre canzoni, e coinvolgere cantanti anche fuori da Pordenone e dall’Italia.

In quest’avventura musicale, infatti, Baldini collabora (in studio prima e nei live poi) con Jacob L.O. e Jules I dei Mellow Mood, Andrew I, Forelock degli Arawak, Sr Wilson, e vanta la collaborazione di alcuni ospiti speciali quali Richie Campbell, il musicista Dux Fx e il rapper Rawz.

Il disco, edito da La Tempesta Dischi / La Tempesta Dub e acquistabile online, vuole essere un richiamo all’universo del dub, cercando di restare il più possibile affine alle sonorità e all’uso degli effetti e dei mixaggi tipici di questo mondo.

L’intero progetto Dub Files viene definito dallo stesso Baldini una “mera libidine musicale”, e si rifà alla grande arte del dub nata in Giamaica negli anni 60-70: è a questa pratica che va riconosciuto il merito di aver cambiato molto il modo di produrre musica, costituendo infatti il vero “archetipo del concetto di remix”, concetto tutt’oggi portante nella musica moderna. L’album è senza dubbio un prodotto molto interessante che fa riscoprire alcuni pezzi reggae, diventati nel tempo delle hit, sotto una nuova luce: quella più profonda, poliedrica ed avvolgente, in pieno stile dub.
Ed è proprio in questo clima positivo e rilassante che quel Martedì 14 Ottobre mi sono ritrovata, schiacciando play per preascoltare le tracce dell’album.

Laura Panda

Biografia

Paolo Baldini nasce a Pordenone nel 1975. È considerato uno dei produttori più interessanti del panorama indipendente italiano. Con la sua prima band (B.R.Stylers) si distingue nel panorama reggae italiano per l’uso predominante dell’elettronica e di sonorità di ispirazione UK, che lo avvicinano a nomi come Revolutionary Dub Warriors e Zion Train e che saranno suo segno distintivo per un lungo periodo. Nel 2006 entra a far parte degli Africa Unite, di cui produce due dischi (Controlli e Rootz). La collaborazione con Madaski si estende anche al progetto Dub Sync, di cui è bassista e produttore. Il suo approccio si fa sempre più analogico e ispirato ai grandi nomi del dub made in Jamaica come King Tubby o Scientist. Nel 2010 produce per i Tre Allegri Ragazzi Morti “Primitivi Del Futuro”, esperimento di contaminazione rock-reggae, che avrà un seguito in “Nel Giardino Dei Fantasmi”, dove invece il rock è tinto di world music. È il produttore storico dei Mellow Mood, sicuramente il suo prodotto di respiro più internazionale, e di cui cura anche i progetti paralleli. Nel 2014 esordisce per La Tempesta con il suo progetto DubFiles, testimonianza del suo lavoro di dubmaster, accompagnato da diversi cantanti (Mellow Mood, Forelock, Richie Campbell, Sr. Wilson, Andrew I e Dub Fx).